Il racconto del viaggio
Da Mantova in moto verso sud, lungo la SP ex SS 413 Romana. La strada corre dritta nella pianura del Po, pioppeti alti ai lati, argini bassi, cascine sparse a distanza regolare. Dopo il ponte sul Po a Bagnolo San Vito si arriva a San Benedetto Po in una ventina di chilometri. Il paesaggio è quello della bassa mantovana: orizzonte largo, cielo alto, campi coltivati senza interruzione.
L'Abbazia di Polirone sta nel centro del paese: fondata nel 1007 da Tedaldo di Canossa (nonno di Matilde), ampliata dai Cluniacensi e ristrutturata da Giulio Romano nel Cinquecento per conto dei Gonzaga. Il chiostro dei Secolari, il refettorio con l'affresco del Correggio, i Musei civici polironiani con la raccolta di attrezzi agricoli e la collezione di burattini d'epoca: la sosta qui richiede almeno un'ora. Il sarcofago di Matilde resta nella sagrestia, anche se il corpo fu traslato a Roma nel 1633. La definivano la Montecassino del Nord, e l'impianto architettonico lo conferma ancora oggi.
Si torna a Mantova per la stessa strada, senza deviazioni. La SP ex SS 413 al ritorno ha la luce diversa, e tanto basta.
Le colline moreniche del Garda mantovano
Da Mantova si prende la SP ex SS 236 Goitese verso nord-ovest. A Marmirolo si stacca la SP21, che sale dolcemente verso Volta Mantovana. Il paesaggio cambia in pochi chilometri: la pianura piatta si increspa in colline morbide coperte di vigneti, cipressi sparsi lungo le creste, cascine isolate tra i filari. Sono le morene lasciate dal ghiacciaio del Garda durante l'ultima glaciazione: rilievi bassi, mai sopra i duecento metri, ma sufficienti a rompere la monotonia della pianura.
Volta Mantovana merita un caffè in piazza sotto il Palazzo Gonzaga-Cavriani, con il giardino all'italiana affacciato verso la pianura. Il castello gonzaghesco, risalente all'XI secolo e poi trasformato tra il XIV e il XV, conserva i resti delle mura originali. Da qui le strade locali entrano nel cuore delle colline moreniche, con curve morbide e visuale aperta sui vigneti circostanti.
Cavriana ospita il Museo Archeologico dell'Alto Mantovano, in Villa Mirra. Le 11 sale coprono dal Paleolitico al Rinascimento, con i reperti dei siti palafitticoli di Bande di Cavriana e Castellaro Lagusello (iscritti nella lista UNESCO dal 2011). Una stanza conserva gli arredi della permanenza di Napoleone III durante la battaglia del 1859. Secondo il sito del Museo, l'apertura va dal martedì alla domenica, con chiusura invernale tra la seconda metà di dicembre e tutto gennaio. Verificare date aggiornate su museocavriana.it.
Solferino e Castiglione: il 24 giugno 1859
Da Cavriana a Solferino bastano pochi chilometri su strade collinari con poco traffico. La Rocca, chiamata anche Spia d'Italia, domina il borgo dall'alto della collina. Ai piedi, l'Ossario raccoglie i resti di circa diecimila caduti della battaglia del 24 giugno 1859, quando l'esercito franco-sardo sconfisse quello austriaco su tre fronti: Medole, Solferino, San Martino. Il bilancio di quella giornata fu di circa 11.000 morti e 29.000 feriti.
Il Museo Risorgimentale di Solferino, ai piedi dell'Ossario, documenta lo scontro con armi, uniformi, cimeli e fotografie d'epoca. Secondo il sito della Società Solferino e San Martino, il complesso apre da marzo a ottobre, dal martedì alla domenica. Nei mesi invernali l'accesso è solo su prenotazione.
La SP12 collega Solferino a Castiglione delle Stiviere in circa sette chilometri. Qui Henry Dunant, uomo d'affari ginevrino, assiste al soccorso dei feriti della battaglia organizzato dal sacerdote Don Lorenzo Barzizza e dalla popolazione locale. Da quell'esperienza nasce quattro anni dopo, nel 1863 a Ginevra, la Croce Rossa.
Il Museo Internazionale della Croce Rossa, nel settecentesco Palazzo Longhi di via Garibaldi, raccoglie documenti, strumentazioni di soccorso e cimeli dal 1859 a oggi. Secondo il sito del Museo (micr.cri.it), l'apertura segue un calendario stagionale con orari diversi tra periodo estivo e invernale. Il lunedì non festivo il museo è chiuso. Verificare date e orari aggiornati prima della visita. Ogni anno, nell'ultima settimana di giugno, una fiaccolata collega Solferino a Castiglione per ricordare gli ideali della Croce Rossa.
Il rientro per la Goitese
Da Castiglione si riprende la SP ex SS 236 Goitese verso sud-est. La strada attraversa Guidizzolo e Goito, due centri abitati con traffico sostenuto. Goito in particolare registra oltre 25.000 veicoli al giorno secondo i dati della Provincia: meglio passarci con attenzione, senza fretta. Dopo Marmirolo la strada si apre verso Porto Mantovano e chiude l'anello a Mantova.
Per chi arriva dalla mattina al Polirone e nel pomeriggio alle colline moreniche, la luce del tardo pomeriggio sulle colline tra Volta e Solferino resta la sequenza più gratificante della giornata. Chi ha fretta di rientrare può anche tagliare diretto da Volta Mantovana a Marmirolo sulla SP21, risparmiando il tratto trafficato della Goitese.