Il racconto del viaggio
Da Pavia si esce verso nord-ovest sulla SP ex SS 596 dei Cairoli, attraverso Gropello Cairoli e Garlasco. A Garlasco si imbocca la SP206 in direzione Vigevano, e il paesaggio cambia registro. Le risaie coprono l'orizzonte come specchi d'acqua in primavera, come distese verdi in estate, come tappeti dorati prima del raccolto autunnale. La Lomellina si presenta così: piatta, lenta, costruita sull'acqua e sul riso.
Vigevano arriva dopo una trentina di chilometri. Piazza Ducale, progettata da Bramante per Ludovico il Moro alla fine del Quattrocento, resta una delle piazze rinascimentali meglio conservate d'Italia: portici simmetrici, pavimentazione originale, la Torre del Bramante che chiude la prospettiva verso il Castello Sforzesco. Il castello stesso, tra i complessi fortificati più estesi d'Europa con oltre 70.000 metri quadri, ospita il Museo Internazionale della Calzatura. Vigevano è il cuore storico del distretto della scarpa, e i laboratori calzaturieri del centro confermano una tradizione ancora attiva.
Due chilometri a sud del centro, lungo Corso Pavia, la Cascina Sforzesca fu voluta dallo stesso Ludovico il Moro come tenuta modello. Il complesso agricolo quattrocentesco domina dall'alto la valle del Ticino e il suo bosco: si raggiunge senza deviazioni, perché è sulla strada tra Pavia e Vigevano.
La SP ex SS 494 verso Mortara: rettilinei tra i canali
Da Vigevano la SP ex SS 494 Vigevanese porta a Mortara in una quindicina di chilometri rettilinei e piatti, tra argini e rogge. La strada attraversa la fascia più densa delle risaie lomelline: da maggio a luglio i campi allagati riflettono il cielo, e il colpo d'occhio dalla sella è quello di un mare interno frammentato da argini bassi.
Mortara ha un carattere diverso da Vigevano: meno sfarzosa, più legata alla terra e alla trasformazione agricola. La Basilica di San Lorenzo, eretta tra il 1375 e il 1380, conserva pale d'altare e affreschi tardo-gotici. Appena fuori dal centro, verso sud, l'Abbazia di Sant'Albino segna una delle tappe storiche della Via Francigena: la struttura attuale risale al XII secolo, il sito è più antico. Si raggiunge a piedi in pochi minuti dal parcheggio lungo la provinciale.
Mortara però è prima di tutto la città dell'oca. Il Salame d'oca di Mortara IGP, riconosciuto con Regolamento CE 1165/2004, nasce dall'incontro tra la tradizione contadina lomellina e la comunità ebraica insediata qui dal Quattrocento: la carne d'oca sostituiva il maiale nei precetti kosher, e la ricetta si è tramandata fino ai produttori attuali. L'impasto, insaccato nella pelle del volatile e cotto secondo il metodo tradizionale, si trova nelle salumerie artigianali del centro. A settembre il Palio dell'Oca porta il prodotto in piazza con rievocazione storica e degustazioni.
Lomello: il proto-romanico più antico
Da Mortara si scende verso sud sulla SP ex SS 211 della Lomellina. Il tratto è breve, una dozzina di chilometri attraverso San Giorgio di Lomellina. Lomello era la Laumellum romana, e il complesso basilicale conferma l'antichità del sito. La Basilica di Santa Maria Maggiore, ricostruita all'inizio dell'XI secolo, conserva le volte a crociera più antiche d'Italia nelle navate laterali: un esempio di proto-romanico lombardo con influenza ottoniana. Accanto, il Battistero di San Giovanni ad Fontes, di impianto longobardo tra VII e VIII secolo, mantiene la vasca ottagonale per il battesimo a immersione. Secondo la tradizione locale, qui nel 590 si celebrò il matrimonio tra Teodolinda e il duca Agilulfo.
Il complesso è visitabile da aprile a ottobre, sabato, domenica e festivi, dalle 15 alle 18. L'ingresso costa 3 euro e include basilica e battistero. Per visite guidate al Castello Crivelli e agli affreschi rinascimentali, la Pro Loco organizza turni domenicali nello stesso periodo.
Ritorno per Dorno e Garlasco
Da Lomello si rientra verso est su strade provinciali poco trafficate, attraverso Dorno e poi Garlasco. A Dorno la zucca Bertagnina è prodotto De.Co.: polpa densa, sapore dolce, base per tortelli e risotti della zona. La campagna qui alterna risaie a colture orticole, e le cascine basse con i portici ad arco sono il tratto architettonico costante della Lomellina.
Da Garlasco, già attraversata in uscita, si riprende la SP ex SS 596 dei Cairoli che riporta a Pavia attraverso Gropello Cairoli. L'ultimo tratto è scorrevole, la strada larga e diritta, il profilo urbano di Pavia si avvicina progressivamente.
La Lomellina non è un itinerario per chi cerca curve e dislivelli. Ma la cucina lega i chilometri: le trattorie della zona servono risotto al Carnaroli con la stessa naturalezza con cui altrove si serve la pasta. Accanto al riso, la cipolla rossa di Breme, gli asparagi rosa di Cilavegna in primavera e le Offelle di Parona completano un paniere che in poche decine di chilometri raccoglie prodotti De.Co., IGP e tradizioni medievali. La sosta pranzo, a Mortara o a Vigevano, è parte della giornata in moto, non interruzione.