Itinerario in moto da Pavia nella Lomellina: Vigevano, risaie, Mortara e Lomello Immagine editoriale
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Lomellina in moto: Vigevano sforzesca, risaie e cucina d’oca da Pavia

Anello da Pavia tra Piazza Ducale, il salame d'oca di Mortara IGP e il romanico di Lomello, nel cuore della pianura del riso.

110 km 3 h Facile
Partenza
Pavia
Arrivo
Pavia (anello)
Distanza
110 km
Durata
3 h
Difficoltà
Facile
Periodo
mar · apr · mag · giu · set · ott

Anello di circa 110 km da Pavia attraverso la Lomellina: Vigevano con Piazza Ducale e il distretto della scarpa, Mortara con il salame d'oca IGP e l'Abbazia di Sant'Albino, Lomello con la basilica protoromanica più antica d'Italia. Percorso piatto su ex statali e provinciali, da fare in mezza giornata o in giornata con soste.

In breve

  • Circa 110 km con partenza e arrivo a Pavia, interamente pianeggiante
  • Vigevano: Piazza Ducale, Castello Sforzesco di Ludovico il Moro, Museo della Calzatura
  • Mortara: Salame d'oca IGP, Basilica di San Lorenzo, Abbazia di Sant'Albino sulla Via Francigena
  • Lomello: Basilica di Santa Maria Maggiore con le volte a crociera più antiche d'Italia
  • Gastronomia lomellina: riso Carnaroli, cipolla rossa di Breme, asparago rosa di Cilavegna, zucca Bertagnina di Dorno

Perché fare questo itinerario

La Lomellina concentra in poche decine di chilometri piatti tre secoli di storia lombarda e una tradizione gastronomica che non ha equivalenti nella pianura padana. Vigevano porta il Rinascimento sforzesco a scala urbana, con una piazza e un castello che da soli giustificano la deviazione. Mortara aggiunge il racconto dell'oca e della comunità ebraica quattrocentesca, cristallizzato nel Salame d'oca di Mortara IGP.

Lomello sposta l'orologio ancora più indietro, fino al proto-romanico dell'XI secolo e al battistero longobardo. Le volte a crociera della basilica sono le più antiche d'Italia: un dato architettonico verificabile, non un superlativo da guida turistica.

La strada è piatta, senza tornanti e senza passi. Ma tra le risaie e le cascine a portico, il paniere gastronomico della Lomellina accompagna ogni tappa: riso Carnaroli, cipolla rossa di Breme, asparago rosa di Cilavegna, zucca Bertagnina di Dorno. La sosta pranzo in una trattoria della zona è parte del percorso, non un accessorio da relegare a fine giornata.

Tre modi per vivere questo itinerario

La strada è la stessa, ma il ritmo cambia: si può percorrere tutto senza soste, dedicare tempo ai borghi e alla cucina, o spezzare la giornata con un pernottamento.

Mezza giornata tra risaie e borghi

Itinerario base

Da Pavia l'anello tocca Vigevano, Mortara e Lomello con soste brevi: un caffè in Piazza Ducale, un passaggio rapido dall'Abbazia di Sant'Albino, uno sguardo alla basilica di Lomello. In tre ore di guida si chiude il giro, con il rientro da Garlasco e Gropello Cairoli.

Formato adatto a chi vuole un'uscita mattutina in pianura senza programmi pesanti. Portare acqua: in estate la pianura lomellina è calda e umida.

Giornata intera tra Rinascimento e salame d'oca

Itinerario con soste

La giornata inizia con la visita al Castello Sforzesco di Vigevano e al Museo della Calzatura. A Mortara la sosta si allunga: Basilica di San Lorenzo, Abbazia di Sant'Albino e pranzo a base di salame d'oca e risotto al Carnaroli in una trattoria del centro.

Il pomeriggio è per Lomello: la visita alla basilica e al battistero longobardo richiede almeno un'ora. Verificare gli orari prima di partire: il complesso apre solo sabato, domenica e festivi da aprile a ottobre.

Weekend con notte a Vigevano o Mortara Con pernottamento

Weekend breve nella Lomellina sforzesca

Il primo giorno copre Pavia-Vigevano con visita estesa al Castello, alla Pinacoteca e al distretto calzaturiero, chiudendo con una cena in centro. Il secondo giorno riparte per Mortara, Lomello e il rientro, con pranzo a Mortara e tempo per il complesso basilicale.

Vigevano offre la scelta ricettiva più ampia. Mortara è alternativa per chi preferisce la dimensione del borgo. Il format a due giorni lascia spazio a deviazioni: la Cascina Sforzesca appena fuori Vigevano, o Sartirana Lomellina con il castello visconteo e la pila da riso storica.

Il racconto del viaggio

Da Pavia si esce verso nord-ovest sulla SP ex SS 596 dei Cairoli, attraverso Gropello Cairoli e Garlasco. A Garlasco si imbocca la SP206 in direzione Vigevano, e il paesaggio cambia registro. Le risaie coprono l'orizzonte come specchi d'acqua in primavera, come distese verdi in estate, come tappeti dorati prima del raccolto autunnale. La Lomellina si presenta così: piatta, lenta, costruita sull'acqua e sul riso.

Vigevano arriva dopo una trentina di chilometri. Piazza Ducale, progettata da Bramante per Ludovico il Moro alla fine del Quattrocento, resta una delle piazze rinascimentali meglio conservate d'Italia: portici simmetrici, pavimentazione originale, la Torre del Bramante che chiude la prospettiva verso il Castello Sforzesco. Il castello stesso, tra i complessi fortificati più estesi d'Europa con oltre 70.000 metri quadri, ospita il Museo Internazionale della Calzatura. Vigevano è il cuore storico del distretto della scarpa, e i laboratori calzaturieri del centro confermano una tradizione ancora attiva.

Due chilometri a sud del centro, lungo Corso Pavia, la Cascina Sforzesca fu voluta dallo stesso Ludovico il Moro come tenuta modello. Il complesso agricolo quattrocentesco domina dall'alto la valle del Ticino e il suo bosco: si raggiunge senza deviazioni, perché è sulla strada tra Pavia e Vigevano.

La SP ex SS 494 verso Mortara: rettilinei tra i canali

Da Vigevano la SP ex SS 494 Vigevanese porta a Mortara in una quindicina di chilometri rettilinei e piatti, tra argini e rogge. La strada attraversa la fascia più densa delle risaie lomelline: da maggio a luglio i campi allagati riflettono il cielo, e il colpo d'occhio dalla sella è quello di un mare interno frammentato da argini bassi.

Mortara ha un carattere diverso da Vigevano: meno sfarzosa, più legata alla terra e alla trasformazione agricola. La Basilica di San Lorenzo, eretta tra il 1375 e il 1380, conserva pale d'altare e affreschi tardo-gotici. Appena fuori dal centro, verso sud, l'Abbazia di Sant'Albino segna una delle tappe storiche della Via Francigena: la struttura attuale risale al XII secolo, il sito è più antico. Si raggiunge a piedi in pochi minuti dal parcheggio lungo la provinciale.

Mortara però è prima di tutto la città dell'oca. Il Salame d'oca di Mortara IGP, riconosciuto con Regolamento CE 1165/2004, nasce dall'incontro tra la tradizione contadina lomellina e la comunità ebraica insediata qui dal Quattrocento: la carne d'oca sostituiva il maiale nei precetti kosher, e la ricetta si è tramandata fino ai produttori attuali. L'impasto, insaccato nella pelle del volatile e cotto secondo il metodo tradizionale, si trova nelle salumerie artigianali del centro. A settembre il Palio dell'Oca porta il prodotto in piazza con rievocazione storica e degustazioni.

Lomello: il proto-romanico più antico

Da Mortara si scende verso sud sulla SP ex SS 211 della Lomellina. Il tratto è breve, una dozzina di chilometri attraverso San Giorgio di Lomellina. Lomello era la Laumellum romana, e il complesso basilicale conferma l'antichità del sito. La Basilica di Santa Maria Maggiore, ricostruita all'inizio dell'XI secolo, conserva le volte a crociera più antiche d'Italia nelle navate laterali: un esempio di proto-romanico lombardo con influenza ottoniana. Accanto, il Battistero di San Giovanni ad Fontes, di impianto longobardo tra VII e VIII secolo, mantiene la vasca ottagonale per il battesimo a immersione. Secondo la tradizione locale, qui nel 590 si celebrò il matrimonio tra Teodolinda e il duca Agilulfo.

Il complesso è visitabile da aprile a ottobre, sabato, domenica e festivi, dalle 15 alle 18. L'ingresso costa 3 euro e include basilica e battistero. Per visite guidate al Castello Crivelli e agli affreschi rinascimentali, la Pro Loco organizza turni domenicali nello stesso periodo.

Ritorno per Dorno e Garlasco

Da Lomello si rientra verso est su strade provinciali poco trafficate, attraverso Dorno e poi Garlasco. A Dorno la zucca Bertagnina è prodotto De.Co.: polpa densa, sapore dolce, base per tortelli e risotti della zona. La campagna qui alterna risaie a colture orticole, e le cascine basse con i portici ad arco sono il tratto architettonico costante della Lomellina.

Da Garlasco, già attraversata in uscita, si riprende la SP ex SS 596 dei Cairoli che riporta a Pavia attraverso Gropello Cairoli. L'ultimo tratto è scorrevole, la strada larga e diritta, il profilo urbano di Pavia si avvicina progressivamente.

La Lomellina non è un itinerario per chi cerca curve e dislivelli. Ma la cucina lega i chilometri: le trattorie della zona servono risotto al Carnaroli con la stessa naturalezza con cui altrove si serve la pasta. Accanto al riso, la cipolla rossa di Breme, gli asparagi rosa di Cilavegna in primavera e le Offelle di Parona completano un paniere che in poche decine di chilometri raccoglie prodotti De.Co., IGP e tradizioni medievali. La sosta pranzo, a Mortara o a Vigevano, è parte della giornata in moto, non interruzione.

Il percorso si chiude in giornata senza fatica, ma la sosta più lunga va dedicata a Vigevano o a Mortara, a seconda che si preferisca il Rinascimento sforzesco o la tradizione dell'oca. Prima di partire, verificare gli orari del complesso basilicale di Lomello (aperto da aprile a ottobre, sabato, domenica e festivi): arrivare fuori orario significa perdere la tappa più antica dell'itinerario. Per la sosta pranzo, le trattorie della Lomellina servono risotto al Carnaroli, salame d'oca e piatti legati al calendario agricolo: in primavera gli asparagi, in autunno la zucca.