Il racconto del viaggio
Monza non ha bisogno di presentazioni per chi guida su due ruote: l'Autodromo Nazionale sta dentro il Parco, a meno di un chilometro dalla Villa Reale. Ma la provincia che porta il suo nome resta una delle meno battute dal mototurismo lombardo, compressa tra Milano e i laghi. Questo anello prova a rimediare.
Si parte dal piazzale della Villa Reale, residenza neoclassica voluta dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo nel 1777 e poi passata ai Savoia. Il Parco che la circonda copre oltre 700 ettari e ospita l'Autodromo dal 1922. Per chi arriva in moto, il consiglio pratico è lasciare il mezzo al parcheggio di Porta Monza (viale Brianza) e dedicare mezz'ora al piano nobile prima di ripartire. Gli orari cambiano tra inverno e estate: dal sito della Reggia di Monza si trovano quelli aggiornati.
Da Monza si esce verso est sulla SP45, direzione Villasanta. La strada attraversa un tessuto urbano denso, tipico della Brianza: capannoni, rotonde, centri commerciali. Tra Villasanta e Concorezzo il paesaggio non regala panorami, ma il tratto è breve e porta a Vimercate in una decina di chilometri.
Vimercate e il ponte romano
Vimercate conserva il Ponte di San Rocco, unico esempio lombardo di ponte fortificato medievale ancora in piedi. Le quattro arcate poggiano su fondazioni romane del III-IV secolo d.C., costruite quando il centro si chiamava Vicus Mercati. Sopra il ponte, due torri fortificate raccontano secoli di stratificazione: pietre romane, murature medievali, interventi ottocenteschi in stile neogotico. Il MUST, museo del territorio vimercatese, completa la sosta per chi vuole approfondire.
Da Vimercate si sale verso nord su strade comunali che attraversano Bernareggio e Sulbiate. Qui la Brianza cambia tono: qualche campo sopravvive tra le villette, il traffico cala, le rotonde si diradano. La campagna brianzola non ha la vastità della pianura padana, ma offre scorci di verde inattesi per una provincia da 2.000 abitanti per chilometro quadrato.
Carate Brianza e la Basilica di Agliate
Il tratto da Sulbiate verso ovest passa per Camparada e Lesmo, costeggiando la valle del Lambro. A Carate Brianza la sosta obbligata è la Basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate, frazione sul fiume. Costruita tra la fine del X e l'XI secolo, la basilica ha tre navate separate da colonne romane di riuso. Una di queste, la seconda a sinistra, è ricavata da un miliario dell'imperatore Giuliano del 361 d.C. con iscrizione ancora leggibile. Il battistero adiacente conserva lacerti di affreschi medievali. Secondo il sito del FAI, il complesso è tra i più antichi esempi di architettura romanica in Brianza. La basilica è aperta nei feriali dalle 8.00 alle 17.30, il sabato dalle 7.30 alle 19.30 e la domenica dalle 7.30 alle 17.30.
Carate è anche il posto giusto per la sosta pranzo. La cucina brianzola è una cucina contadina che non si vergogna del maiale: il piatto di Monza è il risotto con la luganega, salsiccia locale insaporita con Grana Padano e Marsala. Accanto al risotto, la tradizione mette la cassoeula (costine, cotenne e verza), la buseca (trippa con fagioli) e, nei forni, i biscotti di San Gerardo, secchi e senza uova, legati al compatrono di Monza. Le trattorie di Carate e dei centri vicini propongono questi piatti con poche variazioni rispetto alla ricetta storica. Non serve cercare il locale più noto: la cucina brianzola funziona meglio nelle osterie che non hanno bisogno di farsi pubblicità.
Il distretto del mobile: Meda e Lissone
Da Carate si prosegue verso sudovest su strade comunali. Meda è il cuore produttivo del distretto del mobile brianzolo: nell'area del distretto hanno sede marchi come Cassina e Molteni, nomi che hanno definito il design italiano del Novecento. Il distretto copre 258 chilometri quadrati tra le province di Monza e Como, con Meda e Lissone come centri principali lato MB. Lo stimolo iniziale, secondo le fonti della Camera di Commercio di Monza e Brianza, fu proprio la Villa Reale: arredare la residenza asburgica richiese falegnami, vetrai, tappezzieri e decoratori, e quel sapere artigianale non si disperse mai.
A Lissone, pochi chilometri più a sud, la tradizione del legno e del compensato risale agli inizi del Novecento. Per decenni Lissone è stata il primo centro espositivo d'Europa per il settore arredamento. Oggi gli showroom si sono ridotti, ma il tessuto produttivo resta fitto: piccole imprese artigiane convivono con aziende di scala internazionale. Per chi guida, Lissone è soprattutto il segnale che Monza è vicina: tre chilometri separano il centro di Lissone da viale Brianza e dal piazzale della Villa Reale, chiudendo l'anello dove era iniziato.
Nota sul carattere del percorso
Questo non è un itinerario di curve e dislivelli. La provincia di Monza e Brianza è tra le più piccole e dense d'Italia, con 405 chilometri quadrati e quasi 880.000 abitanti. Le strade sono pianeggianti, spesso a scorrimento lento tra rotonde e centri abitati. L'interesse del percorso sta nella densità di cose da vedere per chilometro: neoclassico, romanico, design industriale, cucina contadina. Chi cerca tornanti guardi altrove; chi vuole capire un pezzo di Lombardia che non finisce mai sulle guide trova qui un anello compatto e onesto.