Il racconto del viaggio
Si esce da Brescia verso nord-ovest, lungo strade comunali tranquille che in pochi chilometri portano nel cuore della Franciacorta. Le colline moreniche si aprono a filari ordinati di Chardonnay e Pinot nero, il paesaggio cambia tono: dalle periferie industriali si passa a un territorio agricolo curato, scandito da cantine, corti rurali e pievi romaniche.
I vigneti della Franciacorta DOCG
La prima sosta cade a Erbusco, nel cuore della zona DOCG. La denominazione Franciacorta, riconosciuta nel 1995 come prima DOCG italiana per spumanti a metodo classico, copre 19 comuni tutti in provincia di Brescia. Il nome deriva da francae curtes, le corti esentate da tributi nel Medioevo, attestate dal 1277. Tra Erbusco e Corte Franca ci si muove tra vigneti a perdita d'occhio, con il profilo del Monte Orfano a chiudere l'orizzonte a sud.
La sosta pranzo del primo giorno trova qui la sua collocazione naturale: le trattorie della Franciacorta servono casoncelli bresciani, manzo all'olio e salva cremasco, accompagnati da un Franciacorta Satèn o Brut delle cantine del territorio.
Le Torbiere del Sebino e il Monastero cluniacense
Da Corte Franca si prosegue verso est fino a Provaglio d'Iseo. La Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino si estende per 360 ettari tra canneti e specchi d'acqua, dichiarata zona umida di rilevanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar e inserita nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione. La moto resta nel parcheggio: il percorso pedonale nord permette di attraversare le briglie, le sottili lingue di terra che separano le vasche.
Sopra le Torbiere, sul bordo del cordone morenico, si trova il Monastero di San Pietro in Lamosa, fondato dai monaci cluniacensi nell'XI secolo. La chiesa conserva affreschi del XV e XVI secolo. Il sito del Comune di Provaglio d'Iseo riporta apertura da martedì a domenica, con orario pomeridiano nei feriali e doppio turno mattina-pomeriggio il sabato e la domenica.
La sponda orientale del lago
Da Iseo si imbocca il vecchio tracciato della SP BS 510 Sebina Orientale, la panoramica che corre a pelo d'acqua lungo la sponda bresciana del lago. La variante a scorrimento veloce, aperta nel 2003 con gallerie e viadotti, ha liberato il vecchio tracciato dal traffico pesante: oggi è una strada stretta e sinuosa, perfetta per chi viaggia in moto senza fretta. Si passa per Sulzano, Sale Marasino e Marone, con il lago a sinistra e i versanti boscati a destra. Da Vello, ultimo paese prima di Pisogne, il vecchio sedime litoraneo è convertito in pista ciclopedonale: la moto rientra sulla variante con gallerie per gli ultimi chilometri fino a Pisogne.
A Marone vale la deviazione verso Zone. Sette chilometri in salita portano alla Riserva Regionale delle Piramidi di Erosione, colonne di deposito morenico alte fino a 30 metri, ciascuna sormontata da un masso erratico che la protegge dall'erosione. Il sentiero ad anello richiede circa un'ora a piedi. Tornati a Marone, si prosegue sulla SP BS 510 fino a Pisogne, dove si chiude il primo giorno.
Val Camonica: le incisioni rupestri UNESCO
Il secondo giorno si risale la Val Camonica sulla SS42 del Tonale e della Mendola, l'arteria che collega Brescia al Trentino attraverso la valle dell'Oglio. Si passa per Darfo Boario Terme e Breno, due centri di fondovalle con servizi e rifornimento. A Capo di Ponte, a 362 metri di quota, si trova il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane: primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, nel 1979, con il numero 94.
Il parco conserva 104 rocce incise distribuite su 14 ettari di bosco. Le figure, realizzate dai Camuni tra il Mesolitico e l'età del Ferro, raffigurano guerrieri, animali, carri, aratri e simboli. La Rosa Camuna, diventata simbolo della Regione Lombardia, compare su diverse rocce del parco. La Direzione regionale Musei Lombardia indica per il periodo estivo apertura da martedì a sabato 8:30-19:00, domenica 8:30-14:00, chiuso il lunedì. Ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura.
Ritorno lungo la sponda occidentale
Da Capo di Ponte la SS42 riporta a sud attraverso Breno e Darfo Boario Terme. A Costa Volpino la strada raggiunge la testata del lago: da qui si devia verso Lovere, già in provincia di Bergamo. La SS469 Sebina Occidentale scende lungo la sponda ovest: una strada tagliata nella roccia, stretta e panoramica, che passa per Riva di Solto, Tavernola Bergamasca e Predore. Il tratto tra Lovere e Sarnico misura circa 37 km e richiede attenzione per la carreggiata ridotta e il traffico estivo.
A Sarnico si lascia il lago. Il rientro verso Brescia attraversa Paratico e Capriolo, gli ultimi comuni della Franciacorta, chiudendo l'anello tra i vigneti da cui si era partiti.